Recenti scoperte del rover Perseverance della NASA indicano che un’antica regione di Marte, una volta sommersa dall’acqua, possedeva condizioni chimiche potenzialmente adatte alla vita. La scoperta di concentrazioni insolitamente elevate di nichel nel substrato roccioso della Neretva Vallis, un canale prosciugato che alimenta il cratere Jezero, aggiunge peso alla crescente prova che il pianeta rosso potrebbe essere stato un tempo abitabile.
Perché il nichel è importante su Marte
Il nichel è raramente abbondante sulle superfici planetarie; la maggior parte affonda nel nucleo durante la formazione. La sua presenza in alte concentrazioni suggerisce che le rocce della Neretva Vallis abbiano subito processi geologici unici. I ricercatori, guidati da Henry Manelski della Purdue University, hanno scoperto che livelli di nichel raggiungono l’1,1% in oltre un terzo delle rocce studiate, ben oltre le tipiche concentrazioni sulla superficie marziana.
Non si tratta solo dell’elemento in sé. I solfuri di ferro ricchi di nichel sono comuni negli antichi ambienti poveri di ossigeno della Terra, dove prosperava la vita microbica. La presenza di questa combinazione su Marte suggerisce che condizioni simili potrebbero essere esistite anche lì. La scoperta è significativa perché indica un ambiente in cui la vita avrebbe potuto potenzialmente emergere o sopravvivere.
Il ruolo dell’acqua antica nella distribuzione del nichel
Le rocce della Neretva Vallis mostrano chiari segni di essere state modellate dal flusso dell’acqua, che probabilmente ha sciolto e ridistribuito il nichel. Anche se il metallo potrebbe aver avuto origine dall’impatto di meteoriti, la sua associazione con i solfuri di ferro suggerisce che si sia formato in un ambiente riducente (povero di ossigeno).
Ciò è in linea con ciò che sappiamo della Terra primordiale: la vita circa 3,5-4 miliardi di anni fa era dominata da microbi che non avevano bisogno di ossigeno. La stessa fascia di età si applica alle rocce nel cratere Jezero, aumentando la possibilità che Marte possa aver ospitato forme di vita simili.
Composti Organici e Biodisponibilità
Il rover Perseverance ha anche rilevato composti organici nelle stesse rocce, molecole contenenti carbonio – un elemento costitutivo di tutta la vita conosciuta. Sebbene il carbonio possa formarsi senza attività biologica, la sua presenza insieme al nichel e ai solfuri di ferro rafforza la tesi a favore di un ambiente potenzialmente abitabile.
Il nichel è essenziale per molti organismi sulla Terra, compresi i microbi, e le concentrazioni trovate su Marte suggeriscono che fosse disponibile per l’uso. I ricercatori non affermano che la vita c’era lì, ma gli ingredienti erano certamente presenti.
Implicazioni per l’esplorazione futura
La scoperta solleva interrogativi sui tempi dell’abitabilità marziana. Le rocce nella Neretva Vallis potrebbero essere più giovani di altre parti del cratere Jezero, il che significa che le condizioni di supporto alla vita potrebbero essere persistite più tardi nella storia di Marte di quanto si pensasse in precedenza.
“La nostra scoperta di un ambiente apparentemente abitabile per l’antica vita microbica implica che la nostra ricerca di biofirme in rocce sempre più antiche potrebbe essere in qualche modo fuori luogo”, ha detto Manelski. “Dovremmo rimanere di mentalità aperta verso scoperte entusiasmanti ovunque esplorino i nostri rover.”
I risultati sottolineano l’importanza dell’esplorazione continua e suggeriscono che la ricerca di prove della vita passata su Marte non dovrebbe essere limitata ai primi periodi geologici del pianeta. Il pianeta rosso potrebbe aver mantenuto il suo potenziale per la vita più a lungo di quanto immaginassimo in precedenza.


















