Lander lunare sovietico perduto Luna 9: possibile scoperta dopo 58 anni

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Nel 1966, l’Unione Sovietica ottenne un primato storico: il primo atterraggio morbido sulla Luna. Il lander, Luna 9, non era una macchina enorme ma un robot grande quanto un pallone da spiaggia. Dopo essersi fermato sulla superficie lunare, ha aperto quattro coperture a forma di petalo, rivelando una fotocamera che trasmetteva le prime immagini in assoluto da un altro mondo.

Per decenni, la posizione esatta di Luna 9 è andata perduta nel tempo. La posizione della navicella spaziale è rimasta un mistero nonostante i suoi risultati rivoluzionari. Ora, tuttavia, due gruppi di ricerca indipendenti ritengono di aver individuato il luogo di riposo finale del lander.

Il dettaglio chiave? Le squadre non sono d’accordo sulla posizione precisa. Una squadra, utilizzando moderne immagini di ricognizione lunare, suggerisce che Luna 9 sia atterrata nell’Oceano delle Tempeste. Un altro team, analizzando i dati d’archivio e le sottili anomalie della superficie, ritiene che si trovi in ​​una zona diversa della Luna.

Il significato del ritrovamento di Luna 9 va oltre la curiosità storica. Convalida il successo del primo programma spaziale sovietico e offre informazioni sul degrado dei materiali dei veicoli spaziali nel corso di quasi sessant’anni nel duro ambiente lunare. Il dibattito tra i team sottolinea la sfida di ricostruire le impronte storiche nello spazio, poiché anche con la tecnologia avanzata, individuare piccole reliquie vecchie di decenni sulla Luna rimane difficile.

La scoperta, anche se contestata, evidenzia un rinnovato interesse per il patrimonio lunare e gli sforzi in corso per mappare e comprendere le tracce dei primi passi dell’umanità oltre la Terra.

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