Una nuova ricerca suggerisce che il modo in cui viviamo, in particolare la nostra transizione verso ambienti urbani industrializzati, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui i nostri corpi gestiscono gli ormoni sessuali. Uno studio condotto da ricercatori del Jagellonian University Medical College ha scoperto che le persone nelle società industrializzate possiedono batteri intestinali in grado di riciclare gli ormoni a ritmi molto più elevati rispetto ai cacciatori-raccoglitori o agli agricoltori rurali.
Il meccanismo del riciclaggio degli ormoni
Per comprendere questo fenomeno, è necessario osservare come il corpo elabora gli ormoni come gli estrogeni.
Quando i livelli ormonali nel sangue diventano troppo alti, il fegato attacca una “etichetta” chimica – una molecola di zucchero – all’ormone. Questa etichetta contrassegna l’ormone per l’escrezione, consentendone l’eliminazione attraverso l’intestino. Tuttavia, alcuni batteri presenti nel tratto digestivo possiedono enzimi specifici chiamati beta-glucuronidasi. Questi enzimi possono rimuovere l’etichetta dello zucchero dall’ormone.
Una volta rimossa l’etichetta, l’ormone non è più contrassegnato per l’escrezione; può invece essere riassorbito attraverso la parete intestinale e rimandato nel flusso sanguigno. Questo processo crea un ciclo in cui gli ormoni che dovevano essere scartati vengono “riciclati” nel corpo.
L’ascesa dell'”Oestroboloma”
Questo insieme specializzato di batteri intestinali che gestiscono gli estrogeni è noto come estroboloma. Gli scienziati hanno recentemente proposto anche il termine “testoboloma” per descrivere i microbi intestinali che influenzano i livelli di testosterone.
Analizzando le sequenze genetiche di centinaia di persone in 24 diverse popolazioni globali, i ricercatori hanno confrontato la “capacità di riciclaggio” di questi microbi. I risultati hanno rivelato un netto divario tra gli stili di vita:
- Popolazioni industrializzate: le persone che vivono nelle aree urbane (come quelle di Filadelfia o del Colorado) hanno mostrato una capacità di riciclaggio degli estrogeni fino a sette volte maggiore rispetto ai cacciatori-raccoglitori o agli agricoltori rurali. Anche la loro diversità microbica in quest’area era doppia.
- Influenze dietetiche: lo studio ha rilevato un impatto significativo dell’alimentazione nei primi anni di vita. I bambini nutriti con latte artificiale hanno mostrato una capacità di riciclaggio fino a tre volte e 11 volte la diversità riscontrata nei neonati allattati al seno.
- Costanti: È interessante notare che fattori quali età, sesso e BMI non sembrano influenzare la composizione dell’estroboloma.
Perché questo è importante per la salute umana
La capacità di riciclare gli ormoni è un’arma a doppio taglio. Le implicazioni per la salute a lungo termine sono profonde, anche se i ricercatori stanno ancora lavorando per confermare se queste sequenze genetiche determinano direttamente livelli più elevati di ormoni nel sangue.
“Di solito si parte dal presupposto che un maggiore riciclaggio degli estrogeni sia dannoso”, afferma la ricercatrice Rebecca Brittain. “Non penso che sia un presupposto giusto. Per alcune persone con livelli di estrogeni molto bassi, questa potrebbe essere una buona cosa.”
Rischi e benefici potenziali:
– Rischi per la salute: Se la vita urbana porta a livelli cronicamente elevati di estrogeni, potrebbe potenzialmente aumentare il rischio di alcuni tumori ormono-sensibili, come il cancro al seno.
– Potenziali benefici: Per gli individui che soffrono di livelli ormonali naturalmente bassi, un estroboloma altamente attivo potrebbe fornire la spinta fisiologica necessaria.
Limitazioni e passaggi successivi
Sebbene lo studio fornisca un collegamento convincente tra industrializzazione e regolazione ormonale, gli esperti notano alcune limitazioni. Ad esempio, i gruppi industrializzati studiati erano tutti situati negli Stati Uniti, il che significa che sono necessarie ulteriori ricerche in Europa e in altre regioni per confermare se queste tendenze sono universali per tutte le nazioni industrializzate.
Andando avanti, il gruppo di ricerca intende avviare nuovi studi per identificare i fattori specifici dello stile di vita – come la dieta, le condizioni igienico-sanitarie o l’esposizione ambientale – che guidano queste differenze microbiche.
Conclusione
Lo studio evidenzia una connessione critica tra il nostro ambiente moderno e la nostra biochimica interna, suggerendo che la vita urbana può inavvertitamente alterare il nostro equilibrio ormonale attraverso il microbioma intestinale. Comprendere questo collegamento è un passo fondamentale per scoprire in che modo lo stile di vita influisce sul rischio di malattie a lungo termine e sulla salute ormonale.





















